Trapani è un comune italiano di 70.673 abitanti, capoluogo della provincia di Trapani in Sicilia.

Città posta tra due mari, conosciuta come città del sale e della vela, ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata all'estrazione e al commercio del sale, giovandosi della sua posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo, e del suo porto, antico sbocco commerciale per Eryx (l'odierna Erice), sita sul monte che sovrasta Trapani.

 

L'economia oggi si basa sul terziario, sulla pesca (anticamente quella del tonno, con la mattanza), sull'estrazione e il commercio del marmo, sulle attività legate al commercio e al turismo.

 

Le origini di Trapani sono così antiche che affondano nella leggenda. La morfologia peculiare dell'area geografica e la vicinanza con Eryx ne fecero ben presto un topos letterario piuttosto ricercato. La mitologia vuole che la città di Trapani sia stata originata dalla falce caduta a Cerere mentre sul carro trainato da serpi alati correva per il mondo alla ricerca della figlia rapita dal dio Ade: la falce caduta in mare si mutò in una lingua di terra arcuata sulla quale sorse una città, per tale forma detta appunto Drepanon ("falce" in greco antico). Secondo un'altra tradizione mitologica Trapani sarebbe invece sorta dalla falce caduta dalle mani di Saturno dopo aver evirato il padre Urano, mentre per altri Trapani nacque dall'amore sorto tra il cielo e il mare. Per alcuni ricercatori, tra cui l'inglese Samuel Butler, la città dei Feaci - Scherie - descritta nell'Odissea di Omero sarebbe proprio l'odierna Trapani.

 

Nell'Eneide, Virgilio racconta le avventure dell'eroe troiano Enea e, fra esse, quella che lo portò a Drepano (Trapani) in Sicilia, accolto daAceste, figlio di Crimiso e di Egesta. Qui, morì Anchise e qui il pio eroe seppellì la salma del padre sul monte Erice tornandovi successivamente dopo la fuga da Didone e celebrando con giochi grandiosi la memoria del genitore, giochi, chiamati ludi novendiali, che potrebbero essersi svolti nella piana di Pizzolungo, alla periferia di Trapani. Questa narrazione accredita l'ipotesi che ai tempi di questi giochi esistesse già il piccolo borgo drepanitano.

 

Al di là delle suggestioni mitologiche, è storicamente accertato che Trapani fu fondata dagli Elimi in una data sicuramente anteriore alla caduta di Troia (1260 a.C.). Dunque, gli Elimi, originari abitanti di Erice, fondarono in pianura un villaggio in prossimità del mare e delle terre coltivate per stabilire un centro di collegamento tra la vetta - in cui essi risiedevano e si rifugiavano per ripararsi da eventuali attacchi esterni - e il posto di lavoro, dove si dedicavano all'agricoltura e alla pesca dalla terraferma. Quando nel IX secolo a.C. i Fenici dalla vicinaCartagine si mossero verso le coste occidentali della Sicilia, trovarono già costruito dagli Elimi il borgo di Trapani e con questi ultimi lo abitarono pacificamente. Il piccolo villaggio di Trapani doveva sorgere su un promontorio, quasi un'isola, più o meno corrispondente all'attuale quartiere di San Pietro (o Casalicchio), diviso dall'entroterra paludoso mediante un canale navigabile che metteva in comunicazione il mare di Tramontana con quello di Mezzogiorno. Con la creazione della colonia fenicia il villaggio doveva contare meno di 500 abitanti. L'immigrazione dei Sicani prima (già insediati nella Sicilia occidentale), e dei Fenici e dei Cartaginesi poi, fece di Trapani una città-emporio per la sua felice posizione geografica.

 

IL PORTO DI TRAPANI

Scalo di notevole importanza strategica per fenici, troiani, greci, cartaginesi, romani, bizantini, musulmani, normanni, aragonesi e quanti altri, il porto di Trapani, con l'avvento della nuova era e l'apertura di nuove vie ai traffici marittimi decadde di importanza e, con l'impianto di grandi saline che pure ne ridussero l'ampiezza di circa 30 ettari, andò a trasformarsi in porto industriale. Tra il 1750 e il 1756 fu costruita la banchina nord e il molo sanità; nel 1784 fu elevata la scogliera a protezione delle mura e delle fortificazioni a nord della città. Tra il 1885 e il 1905 ci si dedicò agli scavi di approfondimento del canale di accesso e alla costruzione delle scogliere del Ronciglio e del Lazzaretto. Quindi è stato banchinato il lato sud del porto e con un ponte si allacciarono i due lati all'altezza del Canale di Mezzo. Le banchine, distrutte nel corso dell'ultimo conflitto, sono state in buona parte ricostruite. Intanto, mentre continua ad essere in fase di progettazione una profonda ristrutturazione del porto, si è proceduto a degradare la passeggiata a mare di Viale Regina Elena con la costruzione di uno sconcio molo pauper-turistico. 

 

L'ampio bacino dell'avamporto è limitato a W dalla scogliera del Lazzaretto e dal molo foraneo della Colombaia, lungo m. 240, banchinato e munito di bitte per l'ormeggio di punta delle navi in attesa e da crociera; a N dal flangiflutti che limita il porto peschereccio e dalla banchina che consente l'ormeggio a piccole imbarcazioni da diporto; ad E dal Pontile della Sanità.

Il porto ha forma di sacca con direzione E-W ed è lungo circa m. 2000 con larghezza che varia da m. 225, tra i due finali d'entrata, e m. 450 per tutta la lunghezza a levante dell'imboccatura.

E' delimitato a N dalle banchine Garibaldi, Dogana,Marinella, ex Sommergibili e scalo di alaggio; a S dalla banchina Ronciglio; a W dal Pontile della Sanità.